Eruzioni di ordinaria misantropia

Da bambina, avrei fatto meglio a giocare con le bambole o con le amiche che trascorrere il tempo a leggere monografie dei grandi artisti e poeti del passato. Non mi sarei costruita in questo modo un’idea dell’umanità così affascinante, che mi trovo ogni giorno a dover smentire. Ma pure lì forse c’era da sbagliarsi: mi vengono in mente i capolavori nei musei, allestiti in modo che si debba guardarli solo da lontano. Il motivo è chiaro: ogni cosa è buona e ogni essere degno di rispetto, purché a debita distanza. Meglio da soli. Anche a disegnarli, l’uno è un gancio che radica e trattiene, il due una voluta che srotolata svapora. L’imbecillità, purtroppo, è una realtà concreta che ha peculiarità, carattere, forma propria, densità e persino un peso specifico. Pervade il genere umano come una linfa malefica, e la cosa peggiore è che oramai nessuno, neanche la scrivente ne è immune. Devo aggiungere che di imbecilli nella vita ne ho conosciuti a tonnellate, del tipo full optional chiavi in mano, in un panorama di disastro antropologico da scoraggiare il più incallito dei filantropi. Eccolo l’imbecille morso dall’idiozia di massa, spendersi nella ripugnante prassi dell’ossequio e del prebendaggio soprattutto verso chi è peggiore di lui.  Incapace persino di far bene il male. Quando esco di casa, otto volte su dieci il numero delle cose che mi sorprendono viene miseramente sconfitto da quelle che mi disgustano. Chiasso e messe in scena, in uno straripante sperpero di non senso. Applausi a volume alto, per messe in scena che meriterebbero solo una platea deserta. L’umanità è interessante, ma fino a un certo punto. L’unica varietà sorprendente è tra insetti, molluschi e arborescenze: esseri che nascono e spariscono, difficili da incontrare due volte. E invece, persino in una grande metropoli capiterà di incontrare qualcuno che hai già visto, o peggio ancora gente che si somiglia. A conti fatti, l’umanità si riassume in un numero piuttosto limitato di tipi. Inattendibile è pure la teoria della sacra unicità di ciascuno. Molti sono utili, molti indispensabili. Molti non sono né l’uno né l’altro.

Foto: Eliana Petrizzi

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One thought on “Eruzioni di ordinaria misantropia

  1. Tutto vero, però ti darei mille zuccherosi baci, dicimila mielose carezze e un milione di amorosi abbracci sempre. Il doppio quando sei in modalità “grumpy cat” come nel post.

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