Certe donne

Abuso dell’immagine femminile, sfruttamento, violenza privata, discriminazione e stalking, sono temi su cui non si può e non si deve smettere di discutere. Ma per una volta, vorrei andare controcorrente parlando di una razza a rischio di estinzione, quella degli uomini, a causa di un tipo specifico di figura femminile, che ha tracimato ben oltre il buon senso. “Macchiamento” dell’immagine femminile e sfruttamento delle donne sono le espressioni più ricorrenti ovunque si parli del corpo e del valore simbolico della donna. Di “macchiamento” della donna ha però senso parlare ovunque dominano dittature assolute, dove le donne vengono mortificate da una barbarie che non trova alcun tipo di giustificazione né culturale né religiosa. Sono passati decenni dalle rivolte femministe; la donna ha conquistato autonomia pensante, dignità personale, diritti lavorativi, politici e giuridici; quell’indipendenza culturale ed economica che le ha consentito di uscire da matrimoni sbagliati e di separarsi da compagni violenti. E tuttavia, ecco oggi molte donne incapaci di femminilità, di pazienza, di accoglienza e di ascolto; incapaci di rispetto del proprio corpo, che da custode misterioso della vita è diventato il vessillo di libertà sessuali sguaiate.
Dopo tante lotte per la parità dei ruoli e un faticoso riconoscimento del potere intellettuale e culturale nell’acquisizione del merito, ecco troppe donne fare il braccio di ferro con gli uomini, in una disputa da cui ciascuno esce sconfitto. Noi donne abbiamo dimenticato che la nostra rivoluzione non ha nemmeno un secolo, contro millenni di fossili culturali sedimentati nel DNA collettivo, che resta purtroppo maschile. Faremmo bene a stare di più con loro, perché siamo due mondi paralleli e necessari, perché se da milioni di anni esiste un cielo e una terra, l’acqua e il fuoco, una radice e una chioma, un motivo ci sarà. A me gli uomini di oggi fanno tenerezza. Immaturi, frivoli, irresponsabili, mammoni: ma siamo sicure che sia solo colpa loro? Siamo brave a condannarli negli impietosi confessionali tra amiche. Forse, però, se troppi ci temono, se si depilano le sopracciglia, se qualcuno ha addirittura un principio di cellulite, se ci vedono come mostri da cui è meglio fuggire dopo la prima scopata, la colpa è anche nostra. Potremmo far capire loro cosa vogliamo con meno isteria e meno rozzezza, rispettando quella che è la peculiarità preistorica di un uomo: l’illusione di essere il più forte. Potremmo coltivare i loro pregi reali, di cui molte di noi sono prive: concretezza, solidità e una semplicità di fondo che, quando non li fa mediocri, li rende certo meno pericolosi di noi. Degli uomini non possiamo fare a meno, e sperare in un pianeta futuro abitato da una razza di sole donne, francamente mi deprime. Gli uomini ci servono per essere donne, non per somigliare a loro. Non l’abbiamo mai voluto, e non si capisce allora perché oggi troppe di noi si accaniscono in questa direzione. Le donne che somigliano agli uomini sono orribili, disposte a tutto pur di rendersi alla pari. Ma la parità non ci sarà mai, e sotto certi aspetti forse questo non è un male. Rispetto a un uomo, una donna ha di certo più determinazione, più spirito di sacrificio, capacità multi-tasking, maggiore sopportazione del dolore, istinto alla cura delle cose, sensibilità, intuito, scaltrezza e gestione degli impulsi animali. Ci sono azioni che le donne hanno sempre compiuto, e che conservano un valore positivo di calore, di protezione e di unità: preparare un dolce, ordinare un armadio, riparare un abito, innaffiare una pianta, parlare con voce calma, ricondurre in porto. Preferisco fare tutto questo che andare a patetiche serate di poesia al femminile, di pittura al femminile, di musica al femminile. Ma che senso hanno? Soprattutto, preferisco restare a casa che andare a quelle squallide feste dell’8 marzo, in un locale kitsch pieno di femmine attempate o morte prima del tempo, che si illuminano quando passa il belloccio pagato per l’occasione. Le senti civettare tra loro, snocciolando un’imbarazzante catena di doppi sensi gracchiati con la voce di chi viene da anni di fame. Lasciano scivolare una mano sugli addominali del giovane, poi sullo slip o sul fondoschiena, mentre gli occhi ritrovano il fuoco di una giovinezza non vissuta o vissuta male. E i maschi, intanto, dove sono? Se ne stanno tra loro, felici di saperci lontane, come naufraghi sotto la tenda mentre fuori piove.

 

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13 thoughts on “Certe donne

  1. Hai fatto un ritratto feroce e spietato. È impossibile aggiungere altro.
    L’immagine finale – ormai classica – delle “feste” dell’otto marzo lascia un’amarezza difficile da dissipare…
    Ciao

  2. Quando leggo una donna che scrive tutte queste verità, non riesco a restare insensibile! E mi chiedo: Perché mi sento incapace di dare una risposta solo attraverso semplici parole. Alla Fine rischierei solo di essere banale, solidale per approssimazione, qualunquista! Mentre in realtà, al di là della semplice forma, molta sostanza dei problemi delle donne sono rimasti invariati.
    Il ruolo della donna, come donna, madre, moglie, lavoratrice, ha subito solo piccoli ritocchi di facciata, abilmente camuffati per grandi conquiste politico-culturali, in realtà spesso il ruolo della donna viene offeso e umiliato in tutte le dimensioni in cui essa a duro prezzo ha saputo esprimersi.
    In fondo mi chiedo, da semplice esperto del diritto, come mai certi reati nei confronti delle donne non assurgano al grado di aberranti? Come mai non esistono indici di protezione psicologica-fisica ed economica nei confronti di chi vive situazioni di pericolo o disagio?
    Sarò banale, ma come mai non si parla più del durissimo lavoro delle casalinghe!!!???

  3. Non passavo da tempo, ero convinto sbagliando che il tuo blog fosse “SPENTO” oramai. Quello che hai scritto è di una lucidità disarmante, mi verrebbe da dire che il tuo post dimostra chiaramente la superiorità femminile in termini di cultura sociale e apertura mentale. Ma le donne come te sono rare e poche di loro frequentano il web. Peccato.

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