Certe donne

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Abuso dell’immagine femminile, sfruttamento, violenza privata, discriminazione e stalking, sono temi su cui non si può e non si deve smettere di discutere, e che lo si faccia  l’8 marzo poco importa.  Ma per una volta, in questa ricorrenza, vorrei andare controcorrente parlando  di una razza a rischio di estinzione, quella degli uomini, a causa  di un tipo specifico di figura femminile che ha tracimato ben oltre il buon senso. Sono passati decenni dalle rivolte femministe; la donna ha conquistato autonomia pensante, dignità personale, diritti lavorativi, politici e giuridici; quell’indipendenza culturale ed economica che le ha consentito di uscire da matrimoni sbagliati e di separarsi da compagni violenti. E tuttavia, ecco oggi molte donne incapaci di femminilità, di pazienza, di accoglienza e di ascolto; incapaci di rispetto del proprio corpo, che da custode misterioso della vita è diventato il vessillo di libertà sessuali orripilanti e sguaiate. Salvo rare eccezioni, il modello proposto dai media è una donna giovane, curata e alla moda, incapace di accettare il corso del tempo, impreparata a sostenere il dolore e a concepire la morte; che fa dell’apparenza l’unica ragione di appartenenza a un gruppo, incapace di maturazione lenta e di sacrificio, con un livello culturale  inadeguato ad affrontare una benché minima consapevolezza di se stessa e della vita. Ogni suo starnuto merita un applauso, a spacciare come elevati gradi di bravura e fascino livelli di sufficienza appena sostenibili.
Dopo dure  lotte per la parità dei ruoli e un faticoso riconoscimento del potere intellettuale e culturale nell’acquisizione del merito, ecco troppe donne vendersi in cambio di guadagni e favori; sfaccendate senza scrupoli, calcolatrici, opportuniste, superficiali, che hanno imparato a guadagnare senza gavetta e senza fatica; che quando incontrano un uomo lo squadrano dall’alto in basso per pesare subito che fa, quanto guadagna e chi conosce. Questo tipo di donna rappresenta un’umiliante sconfitta storica.
E’ stato giusto diventare padrone del nostro corpo e del nostro piacere, ma ci siamo dimenticate che la nostra rivoluzione non ha nemmeno un secolo, contro millenni di fossili culturali sedimentati nel DNA collettivo, che resta nostro malgrado maschile. Forse avremmo fatto meglio a seguire le nostre nonne, lavorando di fianco e in silenzio. Avremmo fatto meglio a restare vestite, affascinando un uomo con la sola malia dello sguardo. Ci siamo dimenticate che per millenni gli uomini sono andati a caccia, e che quello resta il loro istinto. Ora che il danno è fatto, faremmo bene a stare di più con loro, perché siamo due mondi paralleli e necessari; perché se da milioni di anni esiste un cielo e una terra, l’acqua e il fuoco, una radice e una chioma, un motivo ci sarà, e non è certo una malattia da cui dover guarire.
A me gli uomini di oggi fanno tenerezza. Immaturi, frivoli, irresponsabili, mammoni: ma siamo sicure che sia solo colpa loro? Siamo brave a condannarli nei nostri impietosi confessionali tra amiche. Forse, però, se troppi ci temono, se si depilano le sopracciglia, se qualcuno ha addirittura un principio di cellulite, se ci vedono come mostri da cui è meglio fuggire dopo la prima scopata, la colpa è anche nostra. Potremmo far capire loro cosa vogliamo con meno isteria e meno rozzezza, rispettando quella che è la peculiarità preistorica di un uomo: l’illusione di essere il più forte. Potremmo coltivare i loro pregi reali, di cui molte di noi sono prive: concretezza, solidità e una semplicità di fondo che, quando non li fa mediocri, li rende meno pericolosi di noi.
Degli uomini non possiamo farne a meno, e sperare in un pianeta futuro abitato da una razza di sole donne francamente mi deprime. Gli uomini ci servono per essere donne, non per somigliare a loro. Non l’abbiamo mai voluto, e non si capisce allora perché oggi troppe si accaniscono in questa direzione.
Rispetto a un uomo, una donna ha di certo più determinazione, più spirito di sacrificio, capacità multi-tasking, maggiore sopportazione del dolore, istinto alla cura, sensibilità, intuito, scaltrezza e gestione degli impulsi. Io non mi offendo quando scherzando un amico mi dice di restare a casa a fare la calza. Ci sono azioni che le donne hanno sempre compiuto e che conservano un valore positivo di calore, di protezione e di unità: preparare un dolce, ordinare un armadio, riparare un abito, innaffiare una pianta, parlare con voce calma, ricondurre in porto. Preferisco fare tutto questo che andare a patetiche serate di poesia al femminile, di pittura al femminile, di musica al femminile. Soprattutto, preferisco restare a casa che andare a queste squallide feste dell’8 Marzo, in un locale kitsch pieno di donne attempate o morte prima del tempo, che si illuminano quando passa il tronista ebete pagato per l’occasione. Le senti snocciolare un’imbarazzante catena di doppi sensi, gracchiati con la voce di chi viene da anni di fame. E i maschi intanto dove sono? Se ne stanno tra loro, felici di saperci lontane, come naufraghi sotto la tenda mentre fuori piove.

 

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11 thoughts on “Certe donne

  1. Hai fatto un ritratto feroce e spietato. È impossibile aggiungere altro.
    L’immagine finale – ormai classica – delle “feste” dell’otto marzo lascia un’amarezza difficile da dissipare…
    Ciao

  2. Quando leggo una donna che scrive tutte queste verità, non riesco a restare insensibile! E mi chiedo: Perché mi sento incapace di dare una risposta solo attraverso semplici parole. Alla Fine rischierei solo di essere banale, solidale per approssimazione, qualunquista! Mentre in realtà, al di là della semplice forma, molta sostanza dei problemi delle donne sono rimasti invariati.
    Il ruolo della donna, come donna, madre, moglie, lavoratrice, ha subito solo piccoli ritocchi di facciata, abilmente camuffati per grandi conquiste politico-culturali, in realtà spesso il ruolo della donna viene offeso e umiliato in tutte le dimensioni in cui essa a duro prezzo ha saputo esprimersi.
    In fondo mi chiedo, da semplice esperto del diritto, come mai certi reati nei confronti delle donne non assurgano al grado di aberranti? Come mai non esistono indici di protezione psicologica-fisica ed economica nei confronti di chi vive situazioni di pericolo o disagio?
    Sarò banale, ma come mai non si parla più del durissimo lavoro delle casalinghe!!!???

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